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Nuovo choc. Dalla Germania un 'no' a consegnare le urine di Schwazer: due magistrature tenute in scacco

Nuovo choc. Dalla Germania un 'no' a consegnare le urine di Schwazer: due magistrature tenute in scacco

Lo choc ci prende. E prende anche molti altri appassionati di sport, di atletica, di giustizia, di trasparenza, oppure solo di buon senso. Sul caso del marciatore altoatesino  Alex Schwazer nel giro di poche ore ancora novità choccanti.

Sapevamo che c'era una melina pazzesca per non far avere le urine di Alex, campione di marcia, allenato per Rio da Alessandro Donati e poi finito in quella che potremmo definire una imboscata (fino a prova contraria, ovvero se non ci dicono come va a finire questa storia), telenovela proseguita fino ai Ris di Parma impossibilitati dalla telenovela dell'opacità ad esaminare i campioni. E sapevamo che ci si era arrampicati sugli specchi per non raggiungere il risultato finale: sapere cosa c'è dentro.

Ora però dalla Germania arriva un "niet". Cioè, scrive Nando Sanvito, su ilsussidiario.net, il colonnello dell'Arma Giampietro Lago, che deve andare a prendere i campioni, ha saputo dal laboratorio dI Colonia che la consegna non è possibile in quanto prima devono sentire le autorità tedesche sulle modalità di prelievo e consegna.

Quindi la magistratura italiana ha chiesto, quella tedesca ha dato un ordine e il laboratorio dopo un paio di mesi tira fuori ancora delle problematiche che magari potevano essere definite subito... I signori dello sport tengono in scacco due procure a livello internazionale.

Pensiamo che in procura a Bolzano si faccia fatica a mantenersi calmi. E ora ci si aspetta un'azione congiunta dei magistrati bolzanini e tedeschi per far consegnare i materiali senza altre perdite di tempo. La notizia in breve ha fatto il giro dell'informazione italiana, e non solo, ed è arrivata anche una voce istituzionale indignata: il presidente del Coni Giovanni Malagò ha fatto sapere che l'ultima trovata del laboratorio di Colonia, probabilmente molto gradita a Iaaf e Wada, di non concedere le urine di Alex Schwazer alle autorità italiane per l'esame del Dna, «è inaccettabile, fa rimanere allibiti».

Allibiti lo siamo tutti da tempo. Ci fanno una brutta figura tutti, perché la trasparenza dovrebbe essere la qualità privilegiata. E le autorità che dovrebbero garantirla, alla fine, la negano. Ma cosa ci sarà mai da non sapere nella pipì di Alex Schwazer?

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