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Nazionale pallonara a picco: Italia in depressione, capro espiatorio cercasi. E nessuno ricorda il match con Malta...

Nazionale pallonara a picco: Italia in depressione, capro espiatorio cercasi. E nessuno ricorda il match con Malta...

E adesso come la mettiamo con l'Italia pallonara? Affondata l'under 21, ora a picco anche la nazionale dopo uno zero a tre in Spagna che poteva essere anche molto più pesante. Come farà ora lo sport del BelPaese, quello foderato di milioni, quello più seguito fin nei minimi particolari da stampa e tv 

tanto da soffocare qualsiasi altra disciplina? Noi abbiamo già riportato più volte la nostra umile visione, il turbinio di milioni e miliardi non ha aiutato i vivai e i talenti ormai scarseggiano perché le logiche sono quelle commerciali, del business e dei diritti tv. Ma a quel livello l'Italia, pur se cinesizzata, diventa Italietta al cospetto delle altre nazioni big, anche a livello di club.

Allora adesso lo sport nazionale è cercare il capro espiatorio della questione. Con il cuore trafitto dal volo goffo di Buffon sul primo gol, un po' come quello del new golden boy Donnarumma nel match clou dell'under 21... Domandina: ma ci ricordiamo Italia-Malta?

Scrive Lorenzo Vendemiale su Il Fatto Quotidiano: «Spagna-Italia è stata una brutta sconfitta: impossibile negarlo. Eppure negli ultimi anni abbiamo perso incontri più importanti, e fatto figuracce anche peggiori. La costante è sempre quella di dover individuare a tutti i costi un capro espiatorio. Di solito, l’allenatore. Ancor meglio se poco titolato, e quindi più facilmente attaccabile. In fondo andava messo in preventivo: era uno dei rischi maggiori di fare di Gian Piero Ventura l’erede di Antonio Conte. Allenatore di provincia, abituato a lavorare con i giovani e non con i campioni, ad arrangiarsi con le idee e sbarcare il lunario».

E prosegue: «Dopo la notte da incubo di Madrid, i giovani sono diventati inesperti, il progetto di bel calcio un lusso da smargiassi, il percorso comunque positivo verso Russia 2018 un calvario... Come se fosse un disonore, uno smacco inaccettabile per il nostro calcio. Altre nazioni, gloriose quanto la nostra, ci sono passate spesso: la Francia due volte, il Portogallo in maniera quasi sistematica nell’ultimo decennio, una volta persino la tanto decantata Spagna. È la formula delle qualificazioni che lo prevede...».

Ma la lezione subita dalla Spagna è stata pesante, aggiunge il giornalista de Il Fatto: «Per la nazionale, i suoi nuovi e vecchi leader (da Verratti a Buffon, da Belotti a Bonucci). E pure per il suo commissario tecnico: Ventura ha sbagliato formazione, non ha letto la partita. Ha perso come e forse più degli altri che erano in campo al Bernabeu. Ma giudicarlo (anzi, bocciarlo: tanti lo hanno già fatto) ora, per una sconfitta e per un playoff, sarebbe ingeneroso. Il punto non è andare o meno allo spareggio, ma vincerlo, qualificarsi ai Mondiali e giocarseli con una squadra rinnovata nei giocatori e nelle idee, che abbia davanti anche un futuro e non solo un passato (ricordiamo che Conte a Euro 2016 ha lasciato una nazionale con un’età media di quasi 32 anni, la più vecchia di sempre nella competizione). Magari fra qualche mese, o fra un anno, certificheremo per davvero il fallimento del progetto di Ventura».

Ma non adesso. Eppure un sogno si è rotto. Non siamo quel gran fulcro del pallone che crediamo, o che ci fanno credere. Abbiamo sparato sull'atletica, poi c'è stato il flop del volley azzurro. Ora il pallone. E all'Italia dei 60 milioni di ct rimane solo il chiacchiericcio sulle colpe e sul che fare per ribaltare la situazione. Fingendo di scordare, appunto, l'Italia-Malta 1-0 con gol di gomito di Pellè, al Franchi di Firenze. Correva l'anno 2015, era il 3 settembre. Non un secolo fa. Con in panca Conte.

Foto: G.P. Ventura dal profilo Fb

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