Sport paralimpici, Vilnai: 'Quasi oscurati sui media eppure queste discipline fanno miracoli e vanno incentivate a crescere'

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Sport paralimpici, Vilnai: 'Quasi oscurati sui media eppure queste discipline fanno miracoli e vanno incentivate a crescere'

«Non si vive di sole paralimpiadi; l’attenzione ci deve essere anche nelle altre manifestazioni». Ha scelto un appuntamento molto importante, la consegna del premio biennale Montegrappa istituito e consegnato dagli ex allievi dell’Istituto Filippin di Paderno di Pieve del Grappa, il presidente del comitato paraolimpico del Veneto Ruggero Vilnai, presente a Paderno

per ritirare il premio al posto del presidente nazionale Luca Pancalli a cui era stato assegnato ma assente per imprevisti dell’ultimo momento.

Un’occasione troppo ghiotta per non parlare dello stato di salute del comitato paralimpico Veneto che è senza dubbio tra i più importanti e medagliati d’Italia. Un’occasione che Vilnai non si lascia sfuggire e qualche sassolino dalla scarpa si leva.

Tante medaglie, scarse attenzioni?

«Ai recenti mondiali di nuoto a Londra abbiamo vinto parecchie medaglie (anche il veneto Antonio Fantin) risultando ai primi posti come medagliere. Poi non ci scordiamo che anche nel ciclismo il nostro Zanardi ha fatto la sua, riconfermandosi campione mondiale. Bene, nonostante questi importanti risultati i media ci snobbano. La televisione poi ne ha parlato poco, e quel poco anche in orari notturni. E pensare che in occasione delle paralimpiadi queste sì vengono seguite bene, i riscontri di audience sono ottimi. Ma noi abbiamo bisogno che l’attenzione ci sia sempre verso il nostro mondo».

Perché c'è questo grande bisogno di maggiore visibilità?

«Lo sport aiuta i disabili a superare le difficoltà e se poi questo impegno sportivo viene diffuso lancia messaggi importantissimi che aiutano altri disabili ad uscire dall’apatia».

Ma in questi anni si sono fatti passi da gigante in questo contesto...

«Certo, non c’è dubbio. Quando 55 anni fa ho cominciato cercando di sensibilizzare ed aiutare i disabili a fare sport, la situazione era drammatica. Ora fortunatamente le cose stanno cambiando ma c’è tanto lavoro da fare». Vilnai spiega che nel Veneto ci sono 1200 disabili agonistici che gareggiano in 35 discipline, ma attenzione, questo numero non deve trarre in inganno.

Non sono tanti i praticanti, vero?

«Già, non lasciatevi ingannare dal numero - prosegue Vilnai - perché si tratta solo dell’1% delle persone con disabilità venete che si impegnano nello sport agonistico. Perché vedete, un disabile che fa sport ha dei benefici incredibili non solo sotto l’aspetto fisico ma anche psicologico. Quindi invito tutti a rompere questo scetticismo, informarsi, iscriversi ad una delle tante società che ci sono in tutta la zona».

Concetti questi che Vilnai ha ribadito anche durante la cerimonia di premiazione dove si è fatto portavoce dei ringraziamenti del presidente Pancalli. Un premio questo più che meritato per Luca Pancalli a cui va il merito di aver dato dignità e visibilità al mondo della disabilità sportiva, quindi un premio a lui ed anche a tutto il movimento veneto e nazionale.

Gabriele Zanchin

Foto: Ruggero Vilnai (a sinistra) al 1° Serenissima Para Athletics Meeting di Cassola 2019 con la campionessa mondiale U20 di velocità Carlotta Bertoli e il dirigente del club Veneto Special Sport, Fernando De Pieri 

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