Calcio carinziano: nella tana dei lupi della piccola Wolfsberg, la sorpresa 'di provincia' che attende i figli della lupa giallorossa in Europa League

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Calcio carinziano: nella tana dei lupi della piccola Wolfsberg, la sorpresa 'di provincia' che attende i figli della lupa giallorossa in Europa League

di Gabriele Zanchin

Non si vive di sola Champions. Da molti anni le squadre italiane ad esempio non arrivano in fondo all’Europa League dove quest’anno gioca la Roma inserita nel Girone J. Un girone particolare dove oltre alla Roma

ci sarà il Borussia Mönchengladbach, squadra tedesca, quindi le due “quasi” sconosciute Basaksehir, turca, e il Wolfsberger Athletiksport-Club, formazione austriaca. La sorpresa però sono proprio gli austriaci che per la prima volta si sono qualificati per la fase a girone di una coppa europea. Talmente una sorpresa che proprio domenica nella gara interna contro l’Austria Vienna vinta dai casalinghi del Wolsberg per 3-0 era presente anche Marco Rose, tecnico del Borussia e già del Red Bull Salisburgo e della nazionale.

Tanta attenzione perché proprio gli austriaci sono considerati l’oggetto misterioso dai quali potrebbe essere possibile anche qualche colpo a sorpresa che per le grandi, Roma e Borussia in testa, sarebbe deleterio. Anche per questo motivo quindi è interessante capire chi sono e come giocano questi austriaci che incontreranno prima il Borussia in Germania, e poi il il 3 ottobre ospitare la Roma. Insomma i figli della lupa romana attesi dai lupi (come dicono il nome stesso e lo stemma) carinziani in un match che per gli sportivi locali sarà una grande festa. Lo stadio è il Lavanttal Arena capace di circa 9 mila posti quasi tutto in legno visto che lo sponsor è "RZ Pellet" che produce pellet.

Da quest’anno la squadra è allenata da Gerhard Struber e si sta ben comportando in campionato visto che al momento è terza. Contro l’Austria Vienna il tecnico, camaleontico, è partito con Kofler in porta quindi schierando una linea difensiva composta da quattro giocatori e cioè: Novak, Sollbauer, Rnic, Smitz; poi tre centrocampisti che sono Ritzmaier, Leitgeb, Schmid e tre attaccanti quali Liendl, Weissman, Wernitznig. Sulla carta il giocatore più rappresentativo e più caro è senza dubbio Weissman, il cui cartellino costa un milione di euro. Gli altri sono quasi tutti far i 700 e gli 800 mila euro.

Contro l’Austria Vienna, Struber ha dato un saggio del suo gioco che in generale porta tutti i giocatori a partecipare anche all’azione difensiva così come a quella d’attacco. Questo comporta continui cambiamenti di moduli di gioco che in questo caso hanno mandato in confusione i viennesi, costretti nella ripresa a mollare la presa. Comunque un occhio di riguardo ci viole per Liendl che gioca con il 10. Due piedi che usa come laser. I suoi sono passaggi illuminanti e spazia in tutto l’arco dell’attacco e della difesa. Lanci ma anche passaggi filtranti millimetrici che mettono in difficoltà chiunque.

Quindi ecco il 9 Weissman capocannoniere della squadra. Non un attaccante mortifero ma dal grandissimo movimento ed imprevedibile nel pressing, che ruota attorno a Wernitzing, l’unico che non si muove dalla metà campo avversaria.

Sugli esterni ha impressionato Ritzmaier, giocatore completo, moderno e con un gran tiro (suo il gol che ha sbloccato la partita). Dall’altra parte Schmid con caratteristiche tecniche interessanti e anche da cursore.
Contro il modesto Austria Vienna dal glorioso passato la difesa del Wolfsberg è andata anche in affanno e questo potrebbe essere il suo punto debole. Ma attenzione perché, se la squadra arretra, come fa spesso per aiutare i compagni di reparto, potrebbe eventualmente lasciare spazio in avanti ad un attaccante come Niangbo, tecnica così così ma dalla velocità impressionante.

Insomma questi austriaci si affacciano per la prima volta in Europa e rappresentano una vera e succulenta novità.