Il calcio degli altri. Nova Gorica, Slovenia: in serie A l'orgoglio è soprattutto under. Passata la gestione italiana la squadra riparte

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Il calcio degli altri. Nova Gorica, Slovenia: in serie A l'orgoglio è soprattutto under. Passata la gestione italiana la squadra riparte

“Base Mesto, Nas Ponos”. In sloveno “La nostra città il nostro orgoglio”. Questa la scritta che cappeggia all’interno dello stadio “Sportni Park” di Nova Gorica proprio sotto l’area dove si sistema solitamente il gruppetto degli ultras della squadra, attualmente nelle prime posizioni in classifica della Prva Liga, in pratica la serie A slovena.

La squadra è una delle tre mai retrocesse. E hanno tutte le ragioni ad essere orgogliosi della città e della squadra i tifosi perché il Nova Gorica e senza dubbio una delle realtà più interessanti e da seguire nel panorama del calcio internazionale. L’occasione per osservarla è data da un posticipo del torneo, Nova Gorica-Celje, un lunedì pomeriggio alle 16, data e orario infelici sicuramente ma non a qui dove la passione è tanta, anche se il basket e lo sci la fanno da padroni.

Infatti il piccolo ed accogliente stadio, proprio in centro città ha la sua tribuna piena di tifosi, poco più di un migliaio, con gli irriducibili ultras, una cinquantina, sugli spalti di fronte. Ma sul campo è la squadra che è molto interessante. Balza infatti all’occhio la giovanissima età dei calciatori in campo: il più anziano il portiere Strukelj ha 26 anni (con in panchina il secondo Pintol, 18 anni) con quattro ventenni e gli altri poco più grandi. Insomma una squadra composta da giovanissimi in cui spiccano diverse individualità che potrebbero anche ben figurare nei nostri tornei, come l’esterno destro Curk, 23 anni, un vero stantuffo, oppure il centrale Orsolic, 21. Ma su tutti hanno impressionato il fantasista Kotnik, 22 anni, l’esterno sinistro d’attacco Filipovic, 21, e l’altro attaccante Bede Amarachi, 22.

Il calcio degli altri. Nova Gorica, Slovenia: in serie A l'orgoglio è soprattutto under. Passata la gestione italiana la squadra riparte

«Abbiamo una delle squadre più giovani del torneo e siamo terzi in classifica - spiegano alcuni tifosi in tribuna -, sappiamo che ci sono diversi osservatori che hanno posato gli occhi sui nostri ragazzi ma la società tiene i prezzi alti». Ed è proprio questa la politica della società, cioè un buon settore giovanile e poi lanciare i ragazzi in prima squadra e rivenderli magari all’estero. E i tanti ragazzini che stanno giocando in prima squadra ci sanno fare. Magari un po’ troppo individualisti, a scapito del gioco corale (ma è un vezzo tipicamente slavo), ma è chiaro e lampante che la stoffa c'è. Così come tra gli avversari del Celje non si può non notare la caratura tecnica di Pozeg, fantasista di 23 anni, e di Novak, 20enne.

Poi, per gli amanti dei numeri la partita termina 1-1 con due gol stupendi di Jacob prima ed il pareggio casalingo di Kotnik. Nel complesso si sono viste buone individualità, prospetti dal sicuro avvenire specie nel Nova Gorica che, dopo la criticata gestione italiana (ex proprietà del Parma), ancor oggi non ricordata con particolare simpatia nonostante la vicinanza con il calcio italiano, nonostante questo la squadra oltre il confine si sta ritagliando uno spazio internazionale tutto suo grazie proprio a questa politica dei giovani: il vero orgoglio del calcio Nova Gorica.

Gabriele Zanchin