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Caso Schwazer alla svolta: affondo del Gip di Bolzano e Colonia stavolta (forse) cede. Provette in Italia il 7 febbraio

Caso Schwazer alla svolta: affondo del Gip di Bolzano e Colonia stavolta (forse) cede. Provette in Italia il 7 febbraio

Il magistrato ha perso la pazienza, e stavolta il laboratorio di Colonia pare abbia smesso di fare manfrine. E spunta una data. Una data certa? Non si sa. Ma una data, sì, a distanza da oltre due anni dal famoso controllo su Alex Schwazer, da cui poi è derivato l'azzeramento di Rio per il campione ritrovato.

La data è il 7 febbraio: quel giorno le ormai famose urine del marciatore azzurro saranno in Italia.

C'è da crederci, dopo i tanti ribaltoni della logica e del buon senso? Bisogna crederci, per chiudere una brutta storia. Evidentemente l'affondo del Gip di Bolzano Walter Pelino è servito. Il laboratorio di Colonia, ovvero il suo responsabile, è stato diffidato dal magistrato italiano (che dalla sua deve avere anche i colleghi magistrati tedeschi) che lo ha invitato perentoriamente ad adempiere alla consegna delle provette entro un termine preciso. Se ciò non accadrà scatterà la denuncia. E allora pare che il 7 febbraio arriveranno, per i controli dei Ris di Parma, le provette con i campioni di urina di Alex Schwazer, quelli che portarono alla sua esclusione dalle Olimpiadi brasiliane.

Poco tempo prima il laboratorio tedesco aveva elargito l'ennesimo "nein" alle richieste italiane presentate dal comandante del Ris di Parma, il colonnello Giampietro Lago, che aveva chiesto la consegna: ma i tedeschi avevano risposto in modo evasivo ancora una volta. Va detto che intanto è passato un anno da quando il tribunale altoatesino chiese la consegna delle provette con rogatoria internazionale. «E nel frattempo le urine sono "invecchiate" di due anni e un mese» commenta amaro Sandro Donati, che allenò Schwazer in vista di Rio.

Probabilmente siamo di fronte a una svolta importante per l'accertamento della verità sui campioni di Alex Schwazer prelevati a capodanno 2016. Nelle ultime settimane alcuni scossoni sono arrivati nella vicenda. Prima le condanne (in primo grado) ai medici Fidal Fischetto e Fiorella, oltre alla collaboratrice Bottiglieri, per essere a conoscenza del doping di Schwazer (prima di Londra olimpica 2012): ora naturalmente ci sarà l'appello, per capire come si concluderà la vicenda, sta di fatto che la condanna è andata oltre le richieste dell'accusa.

Poi soprattutto in Germania sono arrivati i colpi, sulla tv Ard, di Hajo Seppelt, che intorno all'inchiesta sul doping russo ha intervistato Grigory Rodchenkov, ex responsabile del laboratorio accreditato di Mosca, ora negli Usa sotto protezione. Tra le varie cose esplosive che ha detto, Rodchenkov ha anche accennato al fatto che sarebbe possibile trasformare un campione negativo in positivo. Frasi da prendere con le pinze, in questa grande battaglia ormai planetaria, ma pare un altro tassello che lancia ulteriori ombre sul sistema dei controlli. Certo una spiegazione del genere nel caso di Schwazer appare molto utile...

Foto: Schwazer col suo avvocato e lo staff

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