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Dieci anni, legge nella lettera indirizzata a lui: 'Ci spiace ma sei fuori rosa'

Dieci anni, legge nella lettera indirizzata a lui: 'Ci spiace ma sei fuori rosa'

Lettera di uno Juve Club a un bambino di dieci anni: «Non rientri più nei quadri tecnici della nostra società in vista della prossima stagione 2016/2017. Buona fortuna per gli eventuali tuoi prossimi impegni sportivi».

Così la direzione dello Juve Club Parma ha spiegato a un pulcino che non poteva più far parte della rosa.

La notizia, non nuova peraltro perché nel passato si è sentito di altri casi simili e chi opera nello sport ne conosce, ha fatto il giro delle testate. I genitori hanno protestato, hanno scritto a federazione e club torinese, all'amministrazione comunale. Appellandosi a principi educativi e motivi di opportunità, vista la lettera che ha deluso il loro figlioletto. La società ha spiegato che ha problemi numerici e può allestire solo un certo numero di squadre. Di più è impossibile visti problemi di materiale, trasporti, campi ecc. Come si legge su gazzettino.it: «La necessità di selezionare viene da sè. Un errore sicuramente l'abbiamo fatto - rileva il presidente Mauro Bertoncini - ed è stato indirizzare la lettera al bambino. Sarebbe stato meglio rivolgersi ai genitori. Poi se il metodo è discutibile siamo anche disposti a rivederlo». Mentre il presidente del comitato di Parma della Figc, Franco Varoli, pur non avendo preso visione della missiva, ha commentato che spdire una lettera a un ragazzino di 10 anni non sembra una gran trovata, almeno spedirla ai genitori.

La notizia fa scalpore. Ma in quanti altri casi succedono cose del genere? Bisogna sondare il mondo del calcio, dove spesso si opera esclusivamente per promuovere lo sport tra i ragazzini, ma in alcuni casi solo per "scoprire" e accaparrarsi i campioni, o gli aspiranti tali indicati dai cacciatori di teste che intravvedono in un bambinello doti future tutte da confermare. Così la selezione, a volte, diventa il pane quotidiano. Si pensi anche a tante società blasonate delle prime serie che accolgono i ragazzini e poi a fine anno comunicano chi non può più continuare, oppure chi viene dirottato alle società minori "gemelle". E purtroppo spesso gli stessi genitori condividono queste vicende come ineluttabili. Un modo di vivere e di ragionare che, per fortuna, in moltissimi club non attecchisce e anche in moltissime famiglie.

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